Sit-Cum

Scena 7.
Interno giorno.
Salotto di casa Sborràni.
Il piccolo Lucantonio è seduto al divano col papà.

Lucantonio: -Perchè non usiamo il cognome di mamma?-

Papà: -Sfinterelli?-

Lucantonio: -...-

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    May
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  1. Muortwood

     

    Scena 27. Esterno notte. Un’ampia cengia pietrosa, in alto, s’aggetta dal fianco ripido del costone. Rico e Mex, armati di winchester, giacciono a pancia sotto affacciati al balcone naturale di roccia. Scrutano la macchia nera delle conifere cento piedi più in basso, che sussurra ondeggiata da folate di brezza.

    Rico: -Non credo che attaccheranno. Non stanotte-

    Mex: -Figli di cagna. Vogliono prenderci all’alba, stanchi per una notte insonne, passata a sobbalzare ad ogni rumore, ad ogni scricchiolio. A inseguire ombre che la nostra mente proietta nel buio. Selvaggi bastardi.

    Rico: -hm… sì-

    Mex: -Ascolta: fottiamoli, Rico. Andiamo noi da loro. Ci portiamo sui due crinali ai lati dell’accampamento e cominciamo una guerriglia psicologica fatta di ululati e voci spettrali, colpi isolati di fucile, torce di pece lanciate ai loro cavalli. Colpiamo e ci rifugiamo nel folto del bosco. Tutta la notte. Saremo il loro inferno in terra, Rico, il loro Inferno In Terra.-

    Rico: -z-

    [Lo sceneggiatore fu licenziato dopo due puntate, in quanto si ostinava ad inserire il termine “cengia” ovunque.]