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Scena 1: Stazione di Ricerca Internazionale Antartica. Terzo mese della notte polare. Interno tecnicamente giorno: biancore di lampade fluorescenti.
E’ quasi ora di pranzo. La cucina, piccola e arredata con forniture da cantiere in metallo, ha due finestrelle buie su cui il vento lascia unghiate di gelo, evanescenti. A intervalli dall’esterno giunge il lamento lugubre delle sartie che mantengono ancorata la struttura al suolo.
Il Dott. Johnston è seduto al tavolo con due colleghi. Indossano giacconi foderati di pelliccia. Il giovane ricercatore, Dott. Scognamigno, in piedi accanto al lavabo d’acciaio, prepara l’aperitivo: quattro crodini.
Scognamigno: si gira verso quelli al tavolo -Quanto ghiaccio?-
Lo guardano, zitti.
Sognamigno: -Arancio non ce n’è…-
[Il gruppo del test d’ascolto pretese s’esser pagato in anticipo già prima che fosse proiettata scena 2.]